L’estetica dentale: cos’è?

La disciplina odontoiatrica che si occupa di trattare e migliorare il sorriso curando i denti, la struttura ossea, le gengive e le labbra si chiama estetica dentale. La pratica di interventi atti a ottenere il risultato finale prevedono la personalizzazione, perché le tecniche usate devono tenere presente l’età e i desiderata del paziente. L’obiettivo si raggiunge donando alla persona un risultato naturale, quindi si devono adottare sistemi non invasivi. Prima si esegue uno studio, realizzando i restauri dentali e poi si mette in pratica la terapia migliorando l’aspetto dei denti dell’individuo.

 

Perché si adotta l’estetica dentale?

Il passare del tempo, un trauma dovuto a diverse cause, il consumo di caffè, vino e sigarette sono alcuni dei problemi che si possono verificare mettendo a repentaglio i denti. Infatti il sorriso con i denti gialli, rotti, macchiati o con lo smalto danneggiato non sono l’ideale per l’immagine della persona. Si compromette la bellezza e quindi l’efficacia. L’estetica dentale ha lo scopo di porre rimedio a questi casi, occupandosi di trovare soluzioni pratiche dai risultati oggettivi. Si sistema la dentatura, rendendola bianca e senza crepe o altre mancanze evidenti. Naturalmente ogni intervento viene portato a termine secondo criteri medici.

 

Quali sono le specifiche azioni dell’estetica dentale?

L’odontoiatria estetica mette in atto tutte le terapie con l’uso di protesi, al fine di contribuire al funzionamento biologico idoneo, permettendo di avere inoltre un gradevole aspetto. Tra le attività eseguite figurano gli sbiancamenti dei denti macchiati o ingialliti, l’applicazione di un piercing ai denti oppure di aggiungere elementi plastici per migliorare la forma o supplire a una mancanza. Rientrano in questa tipologia anche le operazioni che prevedono l’eliminazione di parti che deformano l’aspetto estetico.

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